Whitdraw _ “E’ un film tra documentario e finzione, frutto di un ‘pedinamento’ di due anni di una famiglia di amici che si è concessa al mio sguardo, che non è né antropologico e voyeurista, né distaccato – spiega Cotronei – Loro non fanno nulla, vivono nella miseria materiale, ma soprattutto nell’angoscia della carenza culturale, che li espone a una condizione di sudditanza nei confronti del potere, che invece di aiutarli non fa che affossarli. Come il sindacalista disonesto, che convince Antonio a partire per Roma per partecipare a una manifestazione e a fare un viaggio massacrante di cui non capisce il senso, ma che serve al ‘politichetto’ per far carriera. Intanto il mondo esterno scorre attraverso le immagini di una tv costantemente accesa”. Il mondo dell’era berlusconiana, dei reality e delle veline, lontani anni luce dalla realtà della vita quotidiana di Vibo Valentia, quella in cui alla miseria materiale si aggiunge una feroce indigenza culturale. “Le cose cambieranno solo quando i poveri potranno diventare classe dirigente – continua Cotronei – sapranno cosa fare perché hanno toccato con mano la sofferenza cupa”