The idiot _ Ma in ogni condizione nella quale all’ultimo giorno di ogni periodo del mese, di un anno, di vent’anni di sforzi ci si trovi necessariamente nella medesima situazione del primo giorno, assomiglia alla schiavitù. La somiglianza è nell’impossibilità di desiderare qualcosa di diverso da quello che già si possiede, di orientare lo sforzo verso l’acquisizione di un bene. Ci si sforza solo per vivere. L’unità di tempo è allora la giornate. In questo spazio si gira in tondo. Si oscilla tra lavoro e riposo come una palla che venga respinta da una parete all’altra. Si lavora solo perché si ha bisogno di mangiare. Ma si mangia per poter continuare a lavorare. E di nuovo si lavora per mangiare.